#pensieriallacaffeina, Pensieri su giornate speciali

Mi hanno insegnato che le donne non si toccano nemmeno con un fiore. Ma poi le ho viste uccise in tanti modi.

Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna! William Shackespeare.

Non mi Sono mai accorta che mia figlia stesse crescendo. Cioè, lo so. Ma l’ho sempre trovata uguale. Giorno dopo giorno. Eppure lo so che pesava poco più di 3kg e ora è quasi alta come me. Ma non l’ho notato mentre cresceva. È sempre lei. Sempre uguale. Eppure diversa.

Quando il cambiamento avviene lento, sotto ai nostri occhi, non lo percepiamo. Riadattiamo l’immagine che abbiamo di quella persona, luogo, relazione, un salvataggio continuo.

Così che quella persona splendida con cui si è deciso di stare, non si è svegliato mostro alla mattina. Ma è cambiato piano. Prima una parola. Uno sguardo. Uno schiaffo. Un pugno. Le scale. L’ospedale. Un Cambiamento lento e costante. Continuo. E nella mente un tentativo di combattere la dissonanza cognitiva e di aggrapparsi all’immagine della persona di cui ci era innamorati.

Ma la violenza c’è. Fatta di parole. Di segni sulla pelle. Di umiliazioni continue e di Paura.

Non inizia sempre in modo brutale. Si manifesta lentamente. Piccoli cambiamenti. Cui non si da peso. Che non si vedono quasi. Una gelosia. Una negazione. Ci si adatta in una situazione giustificando tutto in nome di un amore che di amore non avrà nulla. Le parole da sole sono capaci di far disastri incredibili. A volte la violenza resta su questo piano. Invisibile, perché i lividi sono dentro al corpo. Nessuno li riesce a notare. Altre volte si trasforma. In violenza fisica. Mescolata ad una sottomissione emotiva.

Chiedere aiuto è difficile. Fa sentire deboli, fragili, in colpa. Dall’esterno possono arrivare segnali che ci fanno sentire poco adeguati. Come se fossimo artefici del dolore che proviamo. Altra violenza. Sulla violenza.

Oggi è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Perché si sa, le donne sono una parte fragile della società. Più facilmente vittime perché hanno una vagina e pochi diritti ancora. Sono quelle che insieme ai bambini andrebbero salvate per prima. Quelle per cui si disegna una riga rosa per terra. Ma sono quelle che tra le mura domestiche vengono riempite di botte. Di insulti. Di violazioni continue e costanti. C’è tantissimo da fare per uscire da un tunnel buio e mal arredato. Comprendere. Comprendere è una parola bellissima, che sfugge al giudizio, che non lo tollera e non lo attiva, ma accoglie e aiuta. Senza far violenza sulla violenza. Supportare. Tener su una parte che sta cedendo. Non lasciando sola chi è già stata lasciata sola troppe volte. Isolata dal suo stesso carnefice. Tendere la mano. Dar presenza. Esserci. Esser lo spazio per aiutare ad uscire da quel tunnel.

Se non lo avete ancora fatto, io leggerei Non dirmi bugie. Per capire come ci si sente dall’altra parte. Da quella della vittima di violenza. Cosa accade nel suo mondo. Perché è difficile uscirne.

E se leggendo queste parole hai sentito qualche rumore dentro, qualche specchio che si è rotto, rompi anche il silenzio. Ci sono molte figure che possono ascoltarti e centri antiviolenza pronti ad accogliere. Non si è mai soli.

La dott.ssa Manuella Crini riceve nel suo studio in Corso Borsalino 13 ad Alessandria. Altre info nella home del sito. L’immagine appartiene alla raccolta Di Schiena, realizzata da Lucia Bianchi nell’ambito di un progetto portato avanti con Medea – Alessandria.

#pensieriallacaffeina

Attrazione a prima vista #pensieriallacaffeina

“Mentre lui le insegnava a fare l’amore lei gli insegnava ad amare.”

Faber

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In pochi millisecondi decidiamo se quel volto ci piace o meno. Formiamo un’impressione sulla persona mettendoci un tempo inferiore ai 3 secondi. Accade tutto rapidamente nelle nostre connessioni cerebrali. Senza scomodare la coscienza. Accade. Se ci mettiamo insieme la chimica degli odori, da questo mix può nascere l’attrazione sessuale a prima vista. Testosterone, estrogeno, dopamina e serotonina sono alla base dell’attrazione fisica. L’attrazione è individuale ma esistono alcuni fattori che sono più o meno universali (per fortuna  una piccola percentuale non rende mai un fenomeno totalmente lineare), come per esempio le donne eterosessuali sono attratte dalla ricchezza e dal cattivo ragazzo (quello sempre incazzato, quello poco empatico che trasgredisce spesso) e gli uomini eterosessuali dalla giovinezza (calma, calma, non sempre ma soprattutto non vuol dire nulla, intervengono fattori di tipo sociale, biologico e poi sono risultati di ricerche non ecologiche ma strutturate in modo molto particolare).Allora cosa rende attraente per me una persona mentre la mia amica nemmeno la nota?  Jung diceva che vediamo nell’altro la complementarietà del proprio animus, per un gioco di proiezioni vediamo nell’altro la parte inconscia e nascosta e sentiamo quel “ti voglio a prima vista”. La cura di questo gettarsi nel fuoco passerebbe attraverso una buona conoscenza della propria psiche e delle parti nascoste, per poter superare questa modalità istintiva e scegliere un partner in modo più saggio.

Accade tutto ad un livello sotto coscienza. Valutazioni che effettuiamo sull’altro e che sono fatte non usando il pensiero cosciente ma attivando schemi cerebrali che valutano  in modo grossolano l’altra persona in termini di piacevolezza/spiacevolezza. Le valutazioni che mettiamo in atto dipendono da come siamo fatti noi. Proveremo piacevolezza e voglia di avvicinarci quando quel volto e quella persona attivano in noi il ricordo di qualcosa di noto. Abitudini, ricordi piacevoli, sensazione di controllo. Ed ecco che scatta l’interruttore, che ci farebbe assomigliare ad un organismo unicellulare, un lievito, che quando non è ermafrodita (Platone, scusa se ti scomodo ancora), cerca la sua compagna o il suo compagno e la seleziona in base ad un’attivazione molecolare. Secondo alcune ricerche, in fatti, nell’uomo, i ferormoni giocherebbero un ruolo fondamentale, ma la scienza si sa, non è mai esatta, e non tutti sono concordi sul ruolo chiave dei ferormoni. Entrano in gioco anche gli altri sensi e solo per ultima la coscienza. a quel punto, siamo dotati di libero arbitrio (siamo davvero dotati di libero arbitrio?) e possiamo controllare il comportamento che seguirebbe un’attrazione sessuale reciproca, o assecondarlo.

E come mantenere viva quella sensazione di ricerca costante di gratificazione sessuale con il partner? Per ora lascio il dubbio, in modo che possiate cercar qualche risposta nelle vostre storie.